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Dallo studio del brand alla stampa di etichette: l’ Amaro del Ferdy

Siamo ricercatori prima di essere designer: ecco come si autodefinisce il team del Santaniello Design Studio. Scavare nel passato e prevedere il futuro è la chiave per arrivare alla stampa di etichette unica e di successo.

Il Santaniello Design Studio è uno studio specializzato in identity e packaging design nato a Bergamo dal talento e ambizione del suo fondatore Salvatore. Negli ultimi anni il team è cresciuto in dimensione, competenze e ambizioni portando alla nascita di piccoli capolavori. Abbiamo avuto il piacere di intervistarli e farci raccontare il progetto Amaro del Ferdy, progetto che ci ha visti come partner di stampa di etichette. Dai un’occhiata ai loro progetti a questo link: https://salvatoresantaniello.it/it/#.
Salvatore Santaniello

1. Descrivici il vostro lavoro. Di cosa vi occupate, quali sono le vostre peculiarità e il vostro approccio creativo ad un nuovo progetto.

Ci occupiamo di brand identity e packaging design e il nostro studio è a Bergamo. Ci piace definirci ricercatori prima di designer: collezioniamo dati, visitiamo luoghi e intervistiamo persone scavando nel passato o cercando di prevedere scenari futuri in cerca di un oggetto o un pensiero che rappresenta a pieno, con la sua unicità, l’essenza di un prodotto. La nostra ricerca non è solo di concetti ma anche di tecniche: nuovi materiali e inchiostri sono solo una piccola parte di ciò che trasforma la semplice stampa di etichette nella creazione di un oggetto emozionale.

2. Descrivici il progetto Amaro del Ferdy. Parlaci un po’ dell’azienda per cui hai lavorato e del prodotto che hai vestito.

Agriturismo Ferdy (link: https://www.agriturismoferdy.com/it)è una realtà familiare che dalla cucina allo shop online ha come obiettivo la valorizzazione delle materie prime montane e delle tradizioni del territorio. Ciò che li rende unici è l’utilizzo sapiente delle erbe spontanee, che troviamo nei piatti realizzati dallo Chef, nell’area benessere attraverso i trattamenti agli oli essenziali o che custodiscono in preziosi vasetti sulle mensole della boutique.
E’ proprio dal mix di queste erbe spontanee, raccolte a mano nei boschi della Val Brembana, che nasce l’Amaro del Ferdy. La produzione è limitatissima e varia secondo le disponibilità della natura: ogni infusione porta con sé sfumature che esprimono la diversità e il divenire della spontaneità.

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3. Descrivici il processo creativo. Come siete arrivati all’etichetta finale? Dal brief iniziale fino all’ultima parola del cliente, quali sono state le sue richieste e i suoi obiettivi?

Il desiderio della famiglia Ferdy era trasmettere la dedizione e la fatica alla base di una raccolta di erbe non coltivate, quindi spontanee. L’obiettivo che ci siamo prefissati era riassumere in un packaging essenziale l’autenticità di questo prodotto e la montagna come stile di vita.

Cosa ci può essere di più autentico di una fotografia?
La capretta che vedete nella foto è una Capra Orobica, una razza autoctona in via d’estinzione, che si arrampica tra le rocce, alla ricerca delle erbe migliori: esattamente come i membri più anziani della famiglia Ferdy fanno da generazioni.

Ogni botanica porta con sé segreti, sui suoi utilizzi in cucina o come medicamenti. Achillea, Genziana, Angelica, Menta, Timo: le abbiamo raccontate in un prezioso ricettario che alleghiamo alle circa 600 bottiglie prodotte ogni anno.
Amaro del Ferdy detail

4. Descrivici le vostre sensazioni quando avete visto il progetto finito. Il prodotto finale ha rispecchiato la vostra idea? Le lavorazioni scelte rispecchiano quello che vi immaginavate?

La prima sensazione è stata quella di avere tra le mani la bottiglia di una farmacia d’altri tempi.
La sua forma, il dettaglio in legno e una carta materica per la stampa di etichette ci hanno aiutato a raggiungere l’effetto “wild” che cercavamo.
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